



Quanti Ariete sono necessari per cambiare una lampadina?
Solo uno, però ci vogliono molte lampadine.
Quanti Toro sono necessari per cambiare una lampadina?
Nessuno, al Toro non piace cambiare niente.
Quanti Gemelli sono necessari per cambiare una lampadina?
Due, probabilmente. Aspettano fino al weekend, ma alla fine la lampadina è al centro dell'attenzione, parla francese e dà luce del colore preferito a chi entra nella stanza.
Quanti Cancro sono necessari per cambiare una lampadina?
Solo uno, ma dovrà mettersi in terapia per superare il trauma.
Quanti Leone sono necessari per cambiare una lampadina?
Un Leone non cambia lampadine, al massimo le tiene ferme mentre il mondo gira intorno a lui.
Quanti Vergine sono necessari per cambiare una lampadina?
Vediamo: uno per preparare la lampadina, un altro per prendere nota di quando la lampadina si è fulminata e della data in cui fu acquistata, un altro per decidere di chi è la colpa se la lampadina si è bruciata, dieci per ripulire la casa mentre gli altri cambiano la lampadina.
Quanti Bilancia sono necessari per cambiare una lampadina?
In realtà non saprei...penso che dipenda da quando la lampadina ha smesso di funzionare. Forse uno solo è sufficiente se si tratta di una lampadina qualsiasi, due se la persona non sa dove trovare una lampadina nuova.
Ci sono molti dubbi!
Quanti Scorpione ci vogliono per cambiare una lampadina?
E chi può saperlo? Perché volete saperlo? Siete forse della polizia?
Quanti Sagittario sono necessari per cambiare una lampadina?
Il sole brilla, c'è bel tempo, abbiamo tutta la vita davanti e voi vi preoccupate per una stupida lampadina?
Quanti Capricorno sono necessari per cambiare una lampadina?
Nessuno. I Capricorno non cambiano lampadine se non ci trovano il loro tornaconto.
Quanti Acquario sono necessari per cambiare una lampadina?
Arrivano frotte di Acquario, in competizione per stabilire chi di loro sarà l' unico capace di ridare la luce al mondo.
Quanti Pesci sono necessari per cambiare una lampadina?
Perché, è forse mancata la luce?
Testo tratto da una email che gira in Internet
Inserito nel sito http://www.ilcerchiodellaluna.it il 1° ottobre 2006
Barattoli sotto vuoti è merito di Napoleone
Lo sapevate che:
Nel 1800, Napoleone, non ancora imperatore dei francesi, ma già giunto alla massima carica di governo, offrì una ricompensa di 12.000 franchi (gran bella cifra per quei tempi) a chi fosse riuscito ad escogitare un sistema che consentisse al suo esercito di arricchire il pasto giornaliero con carne e legumi anche durante le lunghe trasferte. Un fabbricante di dolci, Nicolas Francoiçois Appert, raccolse la sfida e, dopo nove anni d’esperimenti, vinse il premio grazie ad un a tecnica da lui inventata e brevettata. Essa consisteva nel riempire degli alimenti più svariati bottiglie di vetro e nel rendere poi sterile il contenuto, eliminando l’aria dai contenitori sottoponendoli a bollitura prolungata dopo averli ben chiusi.
La tecnica di Appert si diffuse rapidamente e come spesso accade venne altrettanto rapidamente copiata da un connazionale, Pierre Durand, che ebbe l’idea di utilizzare i più resistenti contenitori di metallo. Da vero traditore della patria, Durand vendette il brevetto all’Inghilterra cosicché anche l’esercito inglese fu ben presto rifornito di scatolame.
Ho appena finito di leggere un libro che mi è piaciuto tantissimo.
DONNE CHE CORRONO COI LUPI (Clarissa Pinkola Estès)
La Donna Selvaggia, intesa come forza psichica potente, intistintuale e creatrice, lupa ferina e al contempo materna, ma soffocata da paure, insicurezze e stereotipi è la straordinaria intuizione che ha fondato una psicanalisi del femminile. E ha cambiato la vita di moltissime persone. Non meno originale è il metodo utilizzato dalla studiosa che, attraverso un lavoro di ricerca ventennale, ha attinto alle fiabe e ai miti presenti nelle più diverse tradizioni culturali per aiutare il lettore a scoprire chi è veramente, a liberarsi dalle catene di un’esistenza non conforme ai bisogni più autentici e a “correre” con il proprio Sé.
Ecco vi alcune frasi tratte dal libro:
“Ci siamo lasciate crescere i capelli e li abbiamo usati per nascondere i sentimenti”
“Ovunque e sempre l’ombra che ci trotterella dietro va a quattro zampe.”
“I territori spirituali della Donna Selvaggia, nel corso della storia, sono stati spogliati e bruciati, i cicli naturali costretti a diventare innaturali per compiacere gli altri.”
“Alle sedie e ai tavoli preferivo la terra, gl’alberi e le caverne, perché la sentivo di potermi appoggiare alla guancia di Dio”
“Ho avuto la fortuna di crescere nella Natura. Dai fulmini seppi della subitaneità della morte e dell’evanescenza della vita. Le figliate dei topolini mostravano che la morte era raddolcita da una nuova vita. Una lupa uccise un suo cucciolo ferito a morte; insegnò la compassione dura, e la necessità di permettere alla morte di andare al morente. I bruchi pelosi che cadevano da gl’alberi e faticosamente risalivano m’insegnarono la determinazione. Dal loro solletico, quando mi passeggiavano sul braccio, imparai come la pelle può risvegliarsi e sentirsi viva.”
“La lingua della narrazione e della poesia è formidabile sorella del linguaggio dei sogni.”
“la loba canta così profondamente che il fondo del deserto si scuote, e mentre lei canta il lupo apre gl’occhi”
“Tutte le creature della terra tornano a casa. Abbiamo creato rifugi naturali per ibis, pellicani, aironi, lupi, gru, cervi, topi, alci e orsi, e stranamente non per noi stessi nei luoghi in cui viviamo giorno dopo giorno.”
“Tutte entriamo nel mondo per danzare “
Ne vorrei scrivere molte altre ma non finirei più, sono troppe e non so scegliere,
Vorrei però consigliare questo libro a tutti donne e uomini indifferentemente, perché è un bellissimo viaggio, con il nostro dentro quello che troppe volte non conosciamo o ci siamo dimenticati che cammina al nostro fianco.
Titti
Quante volte vi è capitato di dire:
”Oggi mi sento le batterie a terra e avrei bisogno di una carica “?
Oppure avete avvertito che un determinato luogo sprigiona energie positive o negative?
Se pensate che siano sensazioni casuali, preparatevi a ricredervi.
Secondo l’antica sapienza della medicina orientale,
il corpo umano come quello di tutti gli esseri viventi sì “nutre d’energia”.
Ossia di una linfa vitale che attraversa l’organismo da capo a piedi e regola
il funzionamento d’ogni organo e d’ogni cellula.
Questo flusso è strettamente influenzabile dagli stimoli e delle vibrazioni
che provengono dall’esterno. Se la linfa vitale circola liberamente e
riesce a raggiungere ogni parte del corpo, si ha la situazione d’equilibrio energetico,
che porta benessere
e serenità. Quando il flusso s’interrompe o è ostacolato, possono sorgere disagi
a livello fisico e psicologico. Secondo la concezione olistica
(che considera lo stretto rapporto corpo-mente), infatti, il fisico e la psiche sono
strettamente legati e se si verifica
uno squilibrio in uno dei due ambiti, questi va ad influenzare negativamente anche l’altro.
La situazione energetica è controllata dai sette chakra,
ossia centri d’energia, che governa la circolazione del flusso attraverso i meridiani o canali energetici.
Oggi sono sempre più numerosi i medici e i naturopati che studiano tutto questo.
Questi esperti, attraverso specifici test, verificano se la persona è “attraversata “
da un eccesso d’energie o ha una carenza.
Di seguito troverete tutti i fattori che rischiano di compromettere il vostro equilibrio,
un test per individuarli e consigli pratici per….Neutralizzarli e ritornare in forma.
Alla nascita, ognuno di noi ha un perfetto equilibrio energetico. Poi i fattori esterni,
le esperienze di vita o perfino il cibo inizia a minare quest’equilibrio, arrivando,
a volte a comprometterlo e a generare “ingorghi” d’energia o improvvisi cali.
Tutto ciò si ripercuote sulla salute e sul benessere psicoemotivo. Com’evitarlo?
Impariamo a riconoscerlo e ad affrontare o i principali nemici del nostro equilibrio.
Se i traumi improvvisi non possiamo evitarli, altri fattori si possono controllare e
con un pizzico d’attenzione, posso essere ridimensionati o persino eliminati.
Alimentazione
Il cibo è il nutrimento per il nostro corpo, cioè la principale fonte d’energia.
Se questo rifornimento viene fatto in modo scorretto, eccessivo,
o in ogni modo non uniforme,
si rischia di compromettere l’intero sistema.
In pratica: fate una prima colazione sostanziosa per incominciare alla giornata
con una buona scorta d’energia. Ritagliatevi sempre una pausa per il pranzo.
Mangiate con calma,
assaporando il gusto, l’aroma e anche il colore dei cibi.
Variate il più possibile gli alimenti nell’arco della giornata. Infatti,
cosi riuscirete a bilanciare i cibi e ad evitare fastidiose intolleranze alimentari.
Stress
Un altro fattore che è alla base degli squilibri energetici è lo stress,
cioè uno stato di sovvraffaticamento mentale e fisico.
Il continuo stato di tensione si ripercuote, infatti,
sulle cellule del corpo, facendo accumulare tossine e modificandone la loro frequenza
energetica. I ritmi accelerati della vita odierna ci sottopongono spesso a stati di tensione e sovraffaticamento.L’importante, allora, è saper riconoscere
la situazione e cercare di contrastarla con tecniche di rilassamento e
di purificazione energetica.
In pratica: respirazione nutre il corpo come il cibo. Infatti,
gli fornisce la vera linfa vitale, cioè l’ossigeno. Le tensioni e
lo stress si ripercuotono spesso su questa funzione primaria,
contraendo i muscoli e creando blocchi che ostacolano la libera circolazione dell’aria. Per eliminare questi inconvenienti dovete imparare a respirare a fondo, rilassando i muscoli.
Esercizi distendetevi supine, inspirate forte e concentratevi sul flusso d’aria
che entra nel vostro corpo, cercando di spingerlo fino in fondo, gonfiando la pancia.Poi buttate fuori l’aria, espirando profondamente, contraete all’interno i muscoli dell’addome.Vedrete che gl’atti respiratori diventeranno sempre più lenti e avvertirete una sensazione di calore Aumentando la massa d’ossigeno che entra nel corpo, aumenta anche la combustione, che sprigiona nuovo calore.
Emozioni
Un trauma, un forte dolore, un’emozione intensa e inattesa possono causare
uno shock a livello energetico. Le emozioni forti, infatti, si ripercuotono
sull’organismo, a livello strettamente fisico, provocando tensioni blocchi e
contratture che a lungo andare ostacolano il flusso dell’energia vitale.
Il trauma e il dolore sono fattori che possono creare un vero e proprio black out,
assorbendo carica vitale e provocando una situazione di carenza d’energia.Non a caso,
dopo una forte emozione o un grosso dispiacere, ci si sente sfiniti, giù di tono come dopo
aver compiuto uno sforzo fisico.
In questo caso, soprattutto i rimedi più adatti a ristabilire l’equilibrio
energetico vengono dalla natura e, in particolare fiori e piante.
In pratica: omeopatia tra i vari rimedi il più indicato è l’arnica, preziosa per lenire
i traumi fisici, per influenzare positivamente la mente e sanare le sofferenze
emotive e le ferite dell’anima.
Fiori di Bach Chi non li conosce, ormai? Ebbene,
le essenze tratte dalle piante ed elaborate, nell’ottocento, dal medico Edward Bach,
sono veri e propri elisir energetici.
Visualizzazione: quest’esercizio serve per riacquistare calma e serenità.
Sedute comodamente, ad occhi chiusi, concentratevi sul ritmo del respiro.
Immaginatevi una sera di color oro o verde sospesa sopra al vostro capo. Poi lentamente, visualizzatela mentre entra nel vostro corpo e lo percorre fino ai piedi, inondandovi di luce. Seguitela idealmente mentre “spazza via “ ogni tensione.
Ambiente
Ultimo ma importantissimo fattore che può influire negativamente sull’equilibrio
bioenergetico è l’ambiente che vi circonda.In ogni momento e in ogni luogo,
il nostro organismo è immerso in una serie di campi magnetici e sottoposto ad una varietà di stimoli elettronici. Se questi sono troppo intensi o l’esposizione è prolungata, gli effetti posso ripercuotersi sulla situazione energetica e quindi sul benessere.
Gli stimoli possono essere di due tipi: geopatogeni, cioè legati a fenomeni del mondo fisico,
oppure artificiali,
provocati da apparecchiature elettrodomestiche e ripetitori (eletrosmog).
Tra quelli naturali, spiccano i cosi detti nodi di Harttman. Secondo questo studioso,
la terra è avvolta da un labirinto formato da maglie di 21 cm di diametro, che trasportano onde elettromagnetiche. I punti su cui s’incontrano questi flussi, detti appunti nodi, emettono una forte carica elettromagnetica, che a lungo andare può essere dannosa per l’uomo.
Anche la vicinanza di falde acquifere può essere dannosa, perché l’acqua
scorrendo su particolari metalli emette radiazioni ..
L’elettrosmog invece è provocato dai campi magnetici rilasciati da computer, elettrodomestici, antenne, ripetitori e cavi dell’alta tensione. Eliminare del tutto questi stimoli è impossibile.
Ecco però come neutralizzarli.
In pratica: provate ad individuare i “nodi “ nell’ambiente in cui vivete con questo rudimentale strumento ma efficiente.Prendete un filo di ferro spesso 3/4 millimetri, piegato a forma di Omega greca, cioè a semicerchio aperto per dieci centimetri. Piegate le due estremità verso l’esterno in modo da costituire due basi. Poi appoggiate sui due palmi delle mani, tenendo l’antenna in equilibrio. Muovetevi adagio per la stanza: quando l’antenna si mette a oscillare avrete individuato un nudo di Harttman o una “perturbazione “elettromagnetica. Evitate di tenere in camera apparecchi che possono creare un campo elettromagnetico,
come televisori e computer e, sul comodino, il cellulare: il sonno è il momento in cui si è più sensibili alle “onde”.
Per questo motivo, provate a cambiare la posizione del letto se faticate a addormentarvi o vi svegliate male; magari era posizionato un nodo o una falda acquifera. Osservate le mosse del gatto, se l’avete, e poi fate il contrario. Questi animali, infatti, amano sistemarsi e dormire nei punti in cui si concentrano forti campi elettromagnetici.
Test “come stai”
Scoprilo con il cek up del colore
Vuoi scoprire qual è la tua situazione energetica in questo momento?
Osserva con attenzione i sette colori nel riquadro. E scegli, senza pensarci troppo,
quello che ti attrae di più. Attenzione in assoluto quello che ti attrae attualmente.
Secondo la medicina orientale, infatti,
il flusso d’energia all’interno del corpo è regolato dai sette chakra.
E ognuno di loro corrisponde una particolare vibrazione, che può modificarsi in caso d’eccesso o carenza d’energia. Questa frequenza è simile alle vibrazioni emesse dai colori dell’arcobaleno.
In pratica, cioè ogni chakra è in sintonia con una delle sette sfumature.
In genere se uno dei chakra è appesantito o scaricato ha “sete” di vibrazioni a lui affini, che possono cioè aiutarlo a ritrovare l’equilibrio. Scegliendo un determinato colore, quindi, puoi intuire eventuali punti deboli. Poi prova indossare quel colore o, comunque, a circondartene:
ti sentirai subito meglio!.
Rossocorrisponde al primo chakra (posto all’altezza dell’inguine) . Sul piano psicologico regola il rapporto con la materialità e con la natura.
A livello fisico presiede l’intestino e al colon.
Corpo Soffrii di disturbi intestinali, colon irritabile, stipsi, gastriti anche sinusiti
(sono sullo stesso meridiano energetico).
Mente Attraversi di instabilità e insicurezza; probabilmente hai problemi che riguardano l’organizzazione della vita quotidiana e la gestione dei suoi aspetti pratici.
Sul lavoro o in casa devi occuparti di mille cose e fatichi a concentrarti. Ti senti svagata,
distratta, non riesci a tenere i piedi per terra.
Arancione Interessa il secondo chakra, posto due dita sopra l’ombelico. Influenza la sessualità, la vita di coppia e la fertilità; e a livello fisico governa la sfera genitale e la circolazione del sangue. Corpo potresti avere eccessi energetici nella milza.
Ed essere soggetta a disturbi circolatori, come flebopatie, caviglie
gonfie e gambe stanche. Attenta a infezioni genitali e mestruazioni dolorose.
Mente se ti attrae molto, puoi avere qualche problema o blocco nella sfera sessuale, che ha bisogno di una sferzata di energia. Oppure il tuo rapporto di copia è zoppicante e fa perso lo smalto dei primi tempi.
Giallo Presiede il terzo chakra, posto alla bocca dello stomaco e governa tutti gli organi collegati alla digestione .
Corpo I tuoi punti deboli sono lo stomaco, il fegato, la cistifellea .
Potresti soffrire di gastriti nervose,
Oppure in questo periodo hai esagerato con pranzi e cene .
Attenta a non tirare troppo la corda.
Mente se questo colore ti chiama , hai bisogno di tonificarti con la sferzata di energia. Probabilmente sei un tipo solare e vivace , ma stai attraversando un periodo
di stanchezza.
E cerchi un po’ di calore, di stimoli che ti aiutino a combattere la malinconia.
Verde Nella coloriterapia viene considerato neutro (né caldo ne freddo). Non a caso corrisponde al quarto chakra , posto tra i seni circa all’altezza del cuore.
Rappresenta l’equilibrio, la coscienza, la consapevolezza di sé. Fisicamente governa l’apparato respiratorio.
Corpo Attenta ai colpi d’aria e i raffreddori trascurati. Il tuo punto debole sono gola, bronchi e polmoni.
Mente Ti attrae questa tinta? I casi sono due: se l’hai scelta di colpo senza pensare ,
attraversi un momento di soddisfazione e serenità interiore. Se invece hai dovuto pensare qualche secondo prima di dare la risposta , probabilmente ti senti confusa,
combattuta tra forze opposte , in balia delle onde Potresti anche soffrire di gelosia o
di un’ansia di possesso che vorresti governare meglio.
Blu Il quinto chakra posto all’incirca all’altezza della gola, corrispondente al sistema nervoso ormonale.
Corpo Ti conviene tenere d’occhio il sistema endocrino, che potrebbe essere leggermente sbilanciato. I tuoi punti deboli, infatti sono tiroide, ovaie e pancreas .
Mente Il colore del cielo e del mare è il simbolo per eccellenza di relax, distensione,
spazi aperti e senza confini . Se hai voglia di fare un “tuffo” nel blu, probabilmente
sei stressata o pesa da troppi pensieri. Per una volta avresti bisogno
di staccare la spina e non pensare a niente.
Indaco Chiamato anche terzo occhio, questo chakra è posto
al centro della fronte, tra le sopraciglia. E presiede le attività tipiche della mente:
la conoscenza, l’intelletto e la memoria.
CorpoPuoi avere disturbi nero vegetativi, come insonnia, apatia e tensioni.Forse ti senti particolarmente nervosa e ansiosa o temi di aver esaurito ogni risorsa.
Mente Tu hai bisogno di questa sfumatura, attraversi un periodo di forte slancio creativo, ma non sei ancora sicura di poterle esprimere liberamente. Ti piacerebbe ampliare
la sfera delle tue conoscenze, ma temi di essere ancora troppo legata agli aspetti
materiali e alle esigenze della vita di ogni giorno.
Viola Corrisponde all’ultimo chakra, il più alto, posto alla sommità del capo, e rappresenta la spiritualità, la creatività, il senso artistico.
CorpoForse in questo periodo hai esagerato ….un po’ in tutto ! Con il cibo, l’alcol, il fumo.
Il tuo fisico potrebbe essere intossicato e ha bisogno di “purificarsi”.
Mente ti senti affine a questa sfumatura, sei caratterial mente un tipi spirituale
Ma , probabilmente, in questo particolare momento c’è
qualche ostacolo pratico che t’impedisce di prendere il volo.
Hai bisogno di sogni e di più stimoli.
Uova del bosco o funghi del pollaio
Far lessare le uova, togliere il guscio, tagliare la parte superiore, un po’ di meno della metà svuotare le uova, mettere la parte superiore a bagno in una scodella con del tè (molto forte) preparato in precedenza, per colorare le nostre cappelle di fungo.Preparare il ripieno con il rosso dell’uovo, tonno, cipolla (si può usare anche dell’erba cipollina), capperi, aglio, sale. Riempire l’uovo con il ripieno, adagiare le uova sul piatto di portata sul quale sono state adagiate delle foglie d’insalata, con la parte tagliata per dare stabilità alle uova, appoggiarvi sopra le parti scurite dal tè ed ecco i nostri funghi pronti.
Lo sciamanesimo è la più arcaica pratica di guarigione che si può datare a più di 100.000 anni fa.
E’ un’antica pratica che utilizza stati alterati di coscienza per contattare spiriti ed entità. L’essenza dello sciamanesimo è la visione animistica della natura, dove tutto è riconosciuto come vivo, manifestazione del divino e poiché tutti gli aspetti del cosmo sono percepiti interconnessi (l’universo è una rete d’energia, vibrazioni e forme), lo sciamano è riconosciuto come intermediario tra i vari piani dell’esistenza, capace di percepire ed interagire con il mondo degli spiriti, di viaggiare tra loro, consapevole della fragilità umana, dei percorsi di forze energetiche che possono causare malattie e disgrazie.
Caratteristica d’ogni cultura sciamanica è la visione “spirituale” della malattia, dove la manifestazione fisica, esterna, è solo la rappresentazione di un disagio interno, di una “frattura “
Interna. Per lo sciamano l’aspetto “spirituale” della malattia è di fondamentale importanza, mentre è ignorata dalla medicina allopatica. L o sciamano va alla ricerca, durante il “viaggio”, di un‘anima persa o rapita, coi riti appropriati la restituisce, cioè restituisce al paziente l’energia vitale.
E la prima disciplina spirituale che conduce all’immediata conoscenza del “sacro”, è la radice dalla quale si sono sviluppate le altre discipline spirituali.
È una pratica attuale, grazie alla saggezza psicologica, sociale ed ecologica che le permette di sopravivere nella cultura tecnologica attuale. Lo sciamanesimo parla, attraverso rituali alla nostra essenza spirituale, per insegnarci ad ascoltare la voce interiore, per indicarci la strada della realizzazione. Non è esclusivamente un fenomeno legato a società tribali, è invece una nostra vera natura, un riconoscerci con il potere delle piante, degli animali, dell’universo, un percorso spirituale di crescita, un “viaggio” fra l’ordinaria realtà e quella non ordinaria, è il ritorno ad una visione mitologica del mondo.
“Il tuono non è più” la voce di un dio furente
Né il fulmine, l’arma della sua vendetta.
Nessun fiume contiene uno spirito
N’è l’albero è il principio vitale di un uomo,
I serpenti non sono personificazioni di saggezza
Né alcuna grotta di montagna è dimora di grandi demoni
Nessuna voce parla più all’uomo oggi,
Venendo da pietre, piante, animali,
Né l’uomo si rivolge ad essi
Convinto che lo possano udire”
C.G. Jung
Ho partecipato ad un corso di meditazione con uno” Sciamano”, è stata un’esperienza bellissima, che mi ha aiutato a conoscermi un po’ meglio, a conoscere quella parte di me nascosta dentro nel profondo del mio io, quella troppe volte cacciata proprio da me ,per paura per pigrizia per per per ……non so perché. Adesso che ho imparato a farla uscire ,dovrei imparare a non reprimerla più, ma lasciarla libera di essere.
Lo “Sciamano” ci ha ricordato, come il tutto che ci circonda sia vivo e come tale vada rispettato, come tutto possa aiutarci, nella nostra frenetica continuità ,per migliorarci nella ricerca della nostra parte spirituale. Per stare meglio con noi e con gl’altri.
Ricordarci di ringraziare la madre terra, per tutto quello che quotidianamente ci dona.
Insomma vivere in armonia con il cosmo intero, in modo che, tutta l’energia positiva che riusciamo ad emanare da noi, possa unirsi a tutta l’energia positiva e formare una grande fonte di beneficio per tutti. Amore incondizionato, per un mondo che sta sprofondando in un mare d’odio e indifferenza, ecco la nostra arma per sopravvivere !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Titti
Biscotti al Cocco
250 g cocco grattugiato
200 g zucchero
3 cucchiai colmi di farina
3 uova intere
lavorare le uova con lo zucchero, aggiungere la farina e poi il cocco .
dopo aver amalgamato bene il tutto, formare, con le mani delle palline con il composto
e disporle su una teglia con della carta forno sul fondo.
Infornare a 150 gradi per 20 minuti
Giornata super stressante:
Questa mattina ho caricato, sulla macchina (come ha fatto Noè con l’arca), tutti gli animali di casa, cani e gatti e siamo andati dal veterinario per la solita visita annuale e per le vaccinazioni …
Per fortuna le visite sono passate senza problemi, le vaccinazioni pure.
Alla gatta “tigri” il veterinario “zio Gabry”, a preferito farle la detartrasi perché aveva un po’ di tartaro, adesso è qui tutta mogia, mogia, ancora intontita dall’anestesia, e così per oggi sono impegnata a fare da infermiera a questa gattina.
Titti
Una delle piante simbolo di questa festività è senz’altro l’iperico (hypericumperforratum, fam.Hypericaceae), che la tradizione considerava “magica”. Pianta dai molti nomi e della storia: l’inizio della sua fioritura coincide con l’inizio dell’estate. Specie cosmopolita, molto diffusa anche in Africa e nelle Americhe e persino in Australia, e spontanea, perenne, può raggiungere anche il metro d’altezza e produce da tra giugno e settembre dei fiori gialli a cinque petali, picchiettati di nero al margine, che schiacciati secernano un liquido rosso, il famoso “sangue di San Giovanni”. La sua valenza magica è rintracciabile anche nella narrazione biblica. Dove chiamato con il nome Rosa Sharon, in onore dell’anonima valle ad occidente del Fiume Giordano. I primi cristiani la chiamano l’erba di San Giovanni, in onore di Giovanni Battista, ritenendo che sulla pianta cadde il sangue del santo decapitato. Il nome del genere deriva dal greco yper (sopra) ed eckon (immagine) e vuol dire “sopra od oltre l’immagine “, ossia, come sosteneva il medico greco Dioscoride, più forte degli spettri, apparizione D’oltre tomba del mondo infero, i quali non potevano sopportare l’odore.
È curioso che la pianta bruciata emani, guarda caso un odore molto simile all’incenso, dai molti impieghi apotropaici (per allontanare le negatività). Per questo motivo era soprannominato anche “scaccia diavoli”. L’epiteto specifico perforatum, invece, si deve alle sue foglie, che in contro luce appaiono costellate da numerosissimi forellini (in realtà ghiandole traslucide e secernenti), che gli ha fatto guadagnare il nome volgare francese Millepertuis, ovvero “mille buchi”. Secondo la teoria della signatura, i “fori” erano paragonabili a tante ferite, per questo motivo si riteneva fosse proprio in grado di curarle: per tale motivo fu utilizzato con successo dai crociati nelle battaglie. A ciò si aggiungeva la signatura dei fiori, che strofinati macchiavano di rosso sangue le dita, altro segno e indizio delle sue proprietà cicatrizzanti. La leggenda vuole che fu Gesù stesso dalla croce a lasciar cadere il suo sangue su di essa. Per il botanico, la morfologia della pianta e i suoi principi attivi non hanno ovviamente alcuna valenza simbolica, ma per l’antica tradizione i segni diventano il modo di comunicare all’uomo la sacralità del vegetale, che, attraverso la semantica delle forme e il linguaggio analogico assumevano significativi trascendenti. I cinque petali del fiore, disposti a stella, ricordano il pentagramma fiammeggiante, la cui forma rappresenta l’uomo evoluto, la perfezione. Questa pianta era considerata così la rappresentazione del sole, della luce, dell’eroe solare, e il bocciolo, di forma spiraloide, era assimilato alla luminosa ruota solare. Considerando un potente talismano, si credeva guarisse da molte malattie, predicesse l’avvenire e il suo succo, il sangue di San Giovanni, era ingrediente indispensabile nella composizione di filtri e pozioni con le quali si riteneva di poter influenzale la volontà umana. Pianta legata all’amore, raccolta nella magica notte della vigilia il 23 giugno, e messa sotto il cuscino, servisse per propiziare i legami amorosi e predire i futuri matrimoni. Nel secolo il naturalista romano Plinio lo consigliava come cura contro i morsi di serpenti velenosi. Galeno ritenendo che esso condensasse le energie curative della luce solare, lo consigliava per il trattamento delle malattie invernali da eccesso d’umidità (caldo asciutto contro freddo umido) e per analogia utile contro quelli stati mentali assimilabili al grigio della nebbia (melanconia, depressione). I fiori lasciati in infusione in olio d’oliva esposto al sole per un mese, gli conferiscono un colore rosso rubino come il sangue. Dopo qualche settimana era filtrato se n’otteneva un olio rosso intenso che era usato per le ferite profonde, ma anche per le ustioni solari e da fuoco; tale rimedio è ancora oggi molto in uso nelle valli alpine e si trova in commercio. L’iperico fu circondato da superstizioni e leggende fino a quando le ricerche chimico-farmacologiche non individuarono i suoi principi attivi, avvalorando così non solo tutti gli impegni terapeutici del passato, ma anche scoprendone altri. Oggi è, infatti, risaputo che il colore rosso è conferito all’olio d’ipericina ivi contenuta, con azione cicatrizzante e antinfiammatoria, efficace per le scottature e le ferite. Efficacissimo per uso esterno anche per emorroidi, tumefazioni e in generale disturbi della pelle e nei massaggi per il trattamento di reumatismi, lombaggini, lussazioni, ematomi, crampi, mal d’orecchie. Nella bellezza è valido aiuto conto i segni dell’invecchiamento, rigenerando le cellule della pelle. In uso interno è efficace come antispasmodico, nell’ulcera e nella gastrite, per la nausea come diuretico, ipotensivo, mestruoregolatore, analgesico, antibiotico e vermifugo. Nella medicina popolare, oltre per i disturbi ai reni e ai polmoni, era utilizzato per la melanconia oggi meglio conosciuta come depressione male diffuso del secolo, impiego per il qual è molto apprezzato. Nei fiori e nelle foglie, infatti, sono presenti numerosi composti con documentata attività biologica. Attualmente l’efficacia antivirale, immunostimolante e antibatterica dell’iperico è studiata per la cura dell’Aids e varie forme di cancro.
Quest’articolo è stato pubblicato su
PIEMONTE PARCHI maggio 2007
L’uomo antico che si affacciava a scrutare le strane luci della volta celeste e gli eventi regolatori delle stagioni, era affascinato dal solstizio.
Nella maggior parte delle culture antiche il dio del sole era presentato sotto due personalità diverse, alternate e rivali: il dio della luce e il suo gemello, il dio delle tenebre. Le due divinità erano in costante lotta per assicurarsi i favori dell’unica dea, la Natura o Grande Madre. Il dio della luce nasceva durante il solstizio d’inverno (nell’età cristiana il Natale) e la forza cresceva a mano a mano che la luce cresceva, fino a raggiungere il massimo della forza durante il solstizio d’estate, il giorno più lungo. Il dio delle tenebre nasceva durante il solstizio d’estate e la sua forza cresceva col diminuire delle ore di luce, fino a morire il giorno del solstizio d’inverno (la notte più lunga). Questo modello di morte rinascita include le grandi figure della religione cristiana che si legano a questi miti.Con l’avvento del cristianesimo, le feste pagane del solstizio furono integrate e fatte coincidere con la festa di San Giovanni Battista, il 24 giugno.
Elementi dei rituali erano, l’acqua e il fuoco e come tutte le cerimonie di purificazione presenti nel mondo antico, avevano la funzione di segnare il passaggio ad una nuova fase della vita d’uomini e natura, eliminando le forze “malefiche” apportatrici di disgrazie e malattie.