MI PIACEREBBE APRIRE UNA FINESTRA

CON IL MONDO DOVE DIALOGARE DI TUTTO E UN PO',

DELLE MIE PASSIONI,

DEI MIEI PROGETTI, DEI MIEI SOGNI,

E PERCHE' NO ANCHE DELLE MIE TRISTEZZE

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sabato 24 marzo 2012

ENERGIA

Mi sono state poste delle domande su l'energia, e come attrarla.

Comincerei dicendo che noi siamo energia, questo tavolo dove sono appoggiata è energia, l'aria che entra dentro ai miei polmoni è energia.
in ogni istante della nostra esistenza veniamo a contatto con l'energia che ci circonda e assieme diventiamo un unica cosa  L'UNIVERSO.
Il nostro corpo è solo un involucro, di energia a sua volta.
Se prendiamo un bicchiere  e lo immergiamo nel mare, l'acqua che entrerà nel bicchiere è identica a quella che lo circonda.
Ma allora perchè percepiamo la differenza ?
Siamo noi a trasformare l'energia, attraverso i pensieri o le emozioni che la vita ci ha posto.
Ecco quindi la soluzione, porci fiduciosi nel mondo sicuri che tutto quello che giungerà  con il contatto  di altre energie non potrà farci del male, perchè noi saremo in grado di trasformarla in buona energia.
Creiamoci uno scudo,  non tanto per non essere attraversati, ma che sia in grado di trasformare nel migliore dei modi quello che giungerà.
I gesti di lavarci le mani con acqua fresca, il visualizzare una sfera di protezione attorno a noi,  non sia altro che portare una fiduciosa consapevolezza verso la nostra capacità di attrarre solo il meglio per noi .
Poi affidiamoci all'immensità dell'universo, il quale saprà esattamente cosa inviarci in ogni momento della nostra esistenza che sia il meglio per la nostra evoluzione .


 


martedì 27 settembre 2011

HO' OPONOPONO




Sono stata al seminario del HO' OPONOPONO,  che c'è stato a Riccione il 10 e 11 a Settembre .

                         


L’IDENTITÀ DEL SÈ attraverso HO’OPONOPONO BASIC I
Condotto da Ihaleakala Hew Len Ph.D. , Nello Ceccon e Mary Koehler


Una bellissima esperienza, che mi ha portato sempre di più verso la consapevolezza che la cura siamo noi, il Divino è il nostro grande Amico che si manifesta non appena ci affidiamo alla pulizia e al suo immenso AMORE.

Quante volte nell'avventura chiamata vita, avremmo bisogno di qualcuno a cui confidare tutte le nostre pene e che sapesse come risolvere i nostri problemi.
Quante volte abbiamo pregato il Divino o l'Essere in cui crediamo per essere supportati, implorando la sua benedizione, il suo aiuto.
Spesso ci ricordiamo soltanto nei momenti peggiori emanando e condividendo solo il peggio.
Cadendo e sperimentando  abbiamo capito che la preghiera non è una richiesta di aiuto in extremis
e la disperazione gioca solo a nostro svantaggio.
Ho' oponopono ci ha fatto capire che essere Uno ci da il Potere di sanare
immediatamente Tutto l'universo solamente prendendoci cura di noi.

     "SCUSA MI DISPIACE PERDONAMI TI AMO"




FEDE:

Ogni volta che qualcuno ha fede,il suo cuore si apre.
molte volte rimaniamo bloccati e giriamo  intorno allo stesso luogo per mancanza di fede 
e paura dell' ignoto.
Vale la pena di imparare dal seme, il quale,
 nonostante la propria inabilità di immaginarsi un' orchidea , ha il coraggio di aprirsi,
rompersi, e affidarsi al processo solamente per germogliare dalla superficie della terra 
ed emergere alla luce...

Salute al Divino che c'è in Te

lunedì 26 settembre 2011

LA VIA FRANCIGENA

sono tornata ....

Eccomi di ritorno da un periodo molto intenso di impegni vari ed emozioni bellissime ..
Sono stata impegnata durante quest'estate  per  allenarmi e partecipare alla staffetta

Organizzata dal comune di Bagnella per festeggiare il trentesimo anniversario della consacrazione della Chiesa di S. Croce, un pellegrinaggio che partendo da Roma,  dalla Basilica di S. Croce in Gerusalemme, è giunta a Bagnella percorrendo a ritroso la via Francigena. 
Io ho partecipato a due tappe, un'esperienza bellissima, dove la fatica è stata ben sopportata dalla piacevole compagnia dei compagni di camminata, amici fantastici, chi compagni di viaggio in questa vita, da molti anni e chi conosciti in questa occasione, tutti ugualmente meravigliose persone dall'animo gentile e mentre le gocce di sudore imperlavano i nostri volti, un caldo affetto accompagnava i nostri cuori e cosi la strada anche se lunga e faticosa è stata piacevolissima.
Un grande abbraccio  di cuore voglio mandare a tutti loro, ma in particolar modo a Marco il nostro grande piccolo ometto, dopo questa avventura ha sicuramente dimostrato che il logo della maglietta era giustissimo :



      "CAMMINARE  INSIEME SI PUO' "



A tappa oramai finita durante gli abbracci e i saluti non sono mancate anche qualche lacrima di  commozione prima di lasciarsi per ritornare ogni uno nella sua quotidianità.






giovedì 23 giugno 2011

le due ali dell'umanità di Boutros Boutros-Ghali


Per ogni donna forte stanca di essere considerata fragile,
c’è un uomo debole stanco di dover sembrare forte.

Per ogni donna stanca di dover agire come se fosse una sciocca,
c’è un uomo stanco di dover far finta di sapere tutto.

Per ogni donna stanca di essere qualificata come “emotiva”,
vi è un uomo a cui è stato negato il diritto di piangere e di essere “delicato”.
Per ogni donna catalogata come poco femminile quando compete,
vi è un uomo obbligato a competere perché non si dubiti della sua mascolinità.

Per ogni donna stanca di essere un oggetto sessuale,
vi è un uomo preoccupato della sua potenza sessuale.

Per ogni donna che non ha avuto accesso ad un lavoro o a un salario soddisfacente, vi è un uomo che deve assumere la responsabilità economica del proprio partner.

Per ogni donna che non capisce nulla di meccanica,
c’è un uomo che non ha appreso niente dei segreti dell’arte culinaria.

Per ogni donna che fa un passo verso la sua liberazione,
c’e un uomo che riscopre il cammino verso la libertà.

L’umanità ha due ali: una è la donna, l’altra è l’uomo. Finché le due ali non saranno ugualmente ben sviluppate l’umanità non potrà volare!

ABBIAMO BISOGNO DI UNA NUOVA UMANITA’, ABBIAMO BISOGNO DI VOLARE.

Ora più che mai la causa della donna è la causa di tutta l’umanità.


lunedì 30 maggio 2011

dentro ogni donna


Dentro ogni Donna c'è una fiamma che arde d'oro e di mare: ha un profumo che sa di ginepro e come lui resiste a qualsiasi intemperia che la vita possa riservarle. Basta guardare una donna, ma guardarla veramente, non di sfuggita e dritta negli occhi, per intravedere quanto antica sia la sua forza. Quanto morbida possa farsi la sua Anima per saperla cullare quando è Tempo di raccogliere le energie, prima di partire per un'altra battaglia.
Una Donna, a volte, non vede ciò che è, perchè è stata resa fredda e sterile verso se stessa, negli anni, dalla sporcizia che ha raccolto ramazzando il cortile della sua vita. Qualche volta sceglie di gettar via la spazzatura, altre intreccia una corbula "di se e di ma" per portarla con sè lungo la via, ancora per un po', proprio in perfetto equilibrio sulla testa.
Quando una donna non si vede, la gioia fugge dal suo Cuore e il mondo le appare spento e oscuro, non c'è risata di bimbo che possa rallegrarla o luce di stelle e di luna piena che possa illuminare la sua vita: non esiste musica che le faccia danzare l'Anima.
È solo quando una donna sceglie di lavare il suo panno dell'Anima in ginocchio, in riva al mare, che i passi della danza riaffiorano alla memoria per farla saltellare al ritmo di una musica perfetta che suona soltanto per lei. Allora reimpara a ridere, piangere, combattere ed arrabbiarsi, a gioire e godere della vita nel modo più vero e puro.
Ricorda cosa è nata per Essere.
In quel momento il suo Bisso, prima oscuro, ritrova il raggio di luce necessario ad illuminarla e farla risplendere dell'oro più limpido... ogni donna lo possiede, così simile eppure differente per ognuna, come le diverse gocce di un unico Mare.
Non cedete prezioso spazio del vostro cuore al rancore e ai brutti sentimenti!
tratto da: http://www.ilcerchiodellaluna.it/pag_set_frame.htm?central_femm_bisso.htm

martedì 8 marzo 2011

FESTA DELLA DONNA



OGGI FESTA DELLE DONNE .....
TANTI AUGURI AMICHE MIE, SORELLE CARE ..

UN ABBRACCIO DA ME E UN CUORE COLMO DI FELICITA'
PER TUTTO L'ANNO DA PARTE
DEL MIO GATTONE

TITTI

martedì 18 gennaio 2011

un difetto nelle donne



Dio non ti da le persone che vuoi; Lui ti da le persone di cui hai bisogno...per aiutarti, per ferirti, per lasciarti, per amarti e per farti diventare la persona che eri destinata ad essere.


Un difetto nelle donne
Le donne hanno forze che sorprendono gli uomini..
sopportano fatiche e portano fardelli,
ma comprendono la felicità , l'amore e la gioia.
Sorridono quando vogliono urlare.
Cantano quando vogliono piangere.
Piangono quando sono felici
e ridono quando sono nervose.
Combattono per quello in cui credono...
si ribellano all'ingiustizia.
Non accettano un "no" come risposta
quando credono che ci sia una soluzione migliore.
Rinunciano per far avere di più alla famiglia.
Vanno dal dottore con un'amica spaventata.
Amano incondizionatamente.
Piangono quando i loro figli vincono
e festeggiano quando i loro amici ricevono premi.
Sono felici quando sentono parlare
di una nascita o di un matrimonio.
I loro cuori si spezzano quando muore un amico.
Stanno in lutto per la perdita di un membro della famiglia
ma sono forti quando pensano che non sia rimasta più forza.
Sanno che un abbraccio ed un bacio
possono curare un cuore spezzato.
Di donne ce ne sono di tutte le forme, misure e colori.
Guideranno, voleranno, cammineranno, correranno o ti invieranno e-mail
per mostrarti quanto tengano a te.
Il cuore di una donna è ciò che continua a far girare il mondo.
Portano gioia, speranza e amore.
Hanno compassione ed idee.
Danno supporto morale alla famiglia e agli amici.
Le donne hanno cose vitali da dire
e tutto da dare.
Comunque, se c'è un difetto nelle donne
è che si dimenticano del loro valore.

A tutte le DONNE  per ricordare loro quanto sono speciali.


martedì 1 giugno 2010

IL SILENZIO





IL SILENZIO

L’UOMO, NELLA NOSTRA CIVILTA’, VIVE NEL RUMORE:

NON SA PIU’CHE COSA è IL SILENZIO.

LA VITA NASCE NEL SILENZIO,

L’UOMO MUORE NEL SILENZIO,

DIO SI INCONTRA NEL SILENZIO.

IL SILENZIO E’ INDISPENSABILE ALLA VITA UMANA:

ESSO STIMOLA A PENSARE, SERVE A NON SBAGLIARE,

DISPONE AD ASCOLTARE, AIUTA A PREGARE.

E’ NECESSARIO NELLA VITA AVERE MOMENTI DI SILENZIO:

TACERE DI SE E’ UMILTA’

TACERE DEGLI ALTRI E’ CARITA’

TACERE IN CERTI MOMENTI E’ SAGGEZZA,

TACERE NELL’INSICUREZZA E’ PRUDENZA,

TACERE QUANDO TUTTO VA STORTO E’ PAZIENZA.

L’UOMO AUTENTICO AMA IL SILENZIO,

MEDITA NEL SILENZIO,

DECIDE NEL SILENZIO.

NON SI DEVE AVEER PAURA DEL SILENZIO:

ESSO È MAESTRO DI VERITA’,

E’ GIUSTO DI PROFONDITA’

E’ PACE, GIOIA, SERENITA’,

E’ IL MODO PER SINTONIZZARSI CON DIO,

E’ IL LINGUAGGIO ADATTO PER CAPIRE DIO.

ASCOLTA

lunedì 26 aprile 2010

UNA STORIELLA PER RIFLETTERE

Una carota, un uovo e una tazza di caffè.... Quest'ultima non sarà mai più per te quello che è sempre stata.

Una giovane ragazza venne dalla madre per lamentarsi di come la vita fosse così dura per lei. Non sapeva più come cavarsela e aveva tanta voglia di piantare tutto; era stanca di combattere con le vicende della vita. Sembrava che, appena un problema era risolto, un altro ne sorgesse a complicare le cose.

La madre la portò in cucina. Riempì tre tegamini di acqua e li depose sul gas a fuoco alto. Presto l'acqua cominciò a bollire. Nel primo mise una carota, nel secondo un uovo, e nel terzo una manciata di chicchi di caffè macinati. Li lasciò bollire per un certo tempo senza dire niente.

Dopo circa venti minuti spense il fuoco. Tirò fuori la carota e la depose su un pia ttino. Così fece anche con l'uovo, e versò il caffè, filtrandolo, in una tazza.

Rivolgendosi poi alla figlia, le chiese: "Dimmi cosa vedi."

"Una carota, un uovo e del caffè", rispose la figlia.

La madre le disse di avvicinarsi e di toccare la carota. Lo fece e notò che era soffice. Poi la madre le disse di prendere in mano l'uovo e di romperlo.

Dopo averlo tolto il guscio, notò l'uovo indurito dalla bollitura.

Poi la madre disse alla figlia di sorseggiare il caffè. La ragazza cominciò a sorridere al contatto con il ricco aroma del liquido che beveva.

Poi, chiese alla madre: "Che cosa significa tutto questo?"

La madre le spiegò che ognuna delle tre cose aveva dovuto far fronte alla stessa avversità: l'acqua bollente. E ognuna di esse aveva reagito in modo diverso.

La carota era entrata nell'acqua forte e dura.... Ma dopo aver lo ttato con l'acqua bollente, si era rammollita e indebolita.

L'uovo era entrato nell'acqua fragile. Il guscio sottile proteggeva il suo interno liquido, ma dopo aver lottato con l'acqua bollente si era indurito.

Il caffè macinato, invece, si era comportato in modo del tutto unico.
Dopo essere stato gettato nell'acqua bollente, esso aveva agito sull'acqua e l'aveva trasformata!

"Con quale di questi tre ti identifichi", chiese la madre alla figlia?

"Quando l'avversità bussa alla tua porta, come rispondi? Ti comporti come la carota, come l'uovo o come i grani di caffè macinati?

Chiediti sempre "a quale di questi tre rassomiglio"? Sono come la carota che sembra forte e dura, poi a causa della sofferenza e dell'avversità divento soffice e rammollita e perdo la mia forza?

Sono come l'uovo che all'inizio ha un cuore tenero e malleabile, ma cambia con il calore? Avevo un buon carattere e un' indole serena, poi a causa di una sofferenza causata dalla morte di una persona cara o da una depressione, una transazione finanziaria andata male o qualche altra prova, sono diventato indurito e gelido? Forse il mio guscio sembra sempre lo stesso, ma all'interno mi sento amareggiato e indurito, con uno spirito arido e un cuore duro?

Oppure, sono come il caffè macinato? Se guardi bene, esso cambia l'acqua, cioè proprio quelle circostanze che gli procurano sofferenza.
Quando l'acqua si scalda, il caffè comincia a emanare il suo aroma e la sua fragranza.

Se sei come il caffè, quando le cose cominceranno ad andarti male, tu diventerai migliore e cambierai la situazione che ti concerne.

Quando ti senti male, e le prove della vita sembrano essere enormi, cerchi di elevarti ad un altro livello? Come ti comporti nelle avversità? Sei come una carota, un uovo o come i grani di caffè macinato?
Possa tu avere abbastanza gioia da renderti dolce, abbastanza prove da renderti forte, e abbastanza sofferenze da farti rimanere umano, e abbastanza speranza da renderti felice.
Le persone più felici non sono quelle che hanno il meglio di tutto; Sono quelle che sanno tirare fuori il meglio da quello che la vita riserva loro. Il futuro più luminoso sarà sempre basato su un passato dimenticato; non puoi avanzare nella vita se non lasci andare gli sbagli del tuo passato e tutto quello che ti fa soffrire nel profondo.

giovedì 11 marzo 2010

Donne dell’8 marzo ma anche del 9, del 10 e dell’11.


Donne
8 marzo 2010 - Tonio Dell'Olio
A quelle donne che, forti della loro debolezza, ci hanno insegnato a stare al mondo. Donne che non si vergognano di piangere per dire un dolore fitto nella carne e nell’anima.
A quelle donne che ci hanno spiegato che amare non è solo l’infinito di un verbo... infinito, ma anche aggettivo femminile plurale che si addice alle lacrime e a certe giornate.
Donne capaci di danzare tra le macerie del tempo e delle storie e di cogliere la grazia nelle cose quando tu vedi miseria.
Donne che se sono nate dalla costola di un uomo lo hanno fatto una volta sola. Poi hanno iniziato a partorire loro: futuro, speranza, bellezza e bambine e bambini.
Né angeli, né nuvole le donne d’Africa per le quali chiediamo a voce alta il Nobel della pace perché pagano il prezzo più alto e tengono più alta la lampada.
Donne dell’8 marzo ma anche del 9, del 10 e dell’11.
Donne veline poche. Donne vela tante.
Capaci di raccogliere il vento per spingere in avanti la barca.
Donne che modellano la creta della precarietà a scultura.
Opere d’arte che profumano il mondo.

pensiero del giorno


> "Di tutti coloro che si fanno notare per le capacità
> intellettuali, artistiche, medianiche, ecc., si dice che
> possiedono un dono. Che cos'è un dono? È un'entità spirituale che
> è entrata in un essere per aiutarlo e lavorare attraverso lui.
> Sicuramente, gli psicologi non ammetteranno mai che i talenti e
> le capacità siano entità che abitano gli esseri umani. Eppure, la
> prova che non sono loro a compiere quei prodigi, bensì altri
> tramite loro, è che essi possono perdere quel dono. È accaduto a
> tanti: conducendo una vita disordinata, lo hanno perduto.
> Volete attirare delle entità superiori che verranno a
> manifestarsi in voi sotto forma di qualità e talenti? Introducete
> in voi la luce, l'armonia, la pace: sono le condizioni
> indispensabili per attirare quelle entità. Esse sono là che
> aspettano, e quando vedono un essere che ha saputo preparare in
> sé una dimora degna di loro, con quale gioia penetrano in lui per
> arricchirlo, abbellirlo, e arricchire e abbellire anche gli altri
> tramite lui!"
>
> Omraam Mikhaël Aïvanhov
>

martedì 24 novembre 2009

Alesandro Manzoni



REGALA CIO' CHE NON HAI

.

Occupati dei guai, dei problemi del tuo prossimo.
Prenditi a cuore gli affanni, le esigenze di chi ti sta vicino.
.
Regala agli altri la luce che non hai, la forza che non possiedi,
la speranza che senti vacillare in te, la fiducia di cui sei privo.
Illuminali dal tuo buio. Arricchiscili con la tua povertà.
.
Regala un sorriso quando tu hai voglia di piangere.
Produci serenità dalla tempesta che hai dentro.
"Ecco, quello che NON HO te lo dono". Questo è il tuo paradosso.
.
Ti accorgerai che la gioia a poco a poco entrerà in te,
invaderà il tuo essere, diventerà veramente tua nella misura
in cui l'avrai regalata agli altri.
.
Alessandro Manzoni

giovedì 12 novembre 2009

G. Garibaldi


Proteggere gli animali contro la crudeltà degli uomini;

dar loro da mangiare se hanno fame; da bere se hanno sete;

correre in loro aiuto se estenuati dalle fatiche;

questa è la vera virtù del forte verso il debole”.

G. Garibaldi

martedì 3 novembre 2009

Alda Merini buon viaggio



l'Italia piange Ada Merini (scompare una voce poetica)


(che la tua poesia ti sia compagna per l' ultimo viaggio)



solo una mano d'angelo
intatta di se',del suo amore per se',
potrebbe
offrirmi la concavità' del suo palmo.
la mano dell'uomo vivente
è troppo impigliata nei fili dell'oggi e dell'ieri,
è troppo ricolma di vita e di plasma di vita!
Non potrà mai la mano dell'uomo mondarsi
per il tranquillo pianto del proprio fratello,
e dunque, soltanto una mano di angelo bianco
dalle lontane radici nutrite di eterno e d'immenso
potrebbe filtrare serena la confessioni dell'uomo
senza vibrarne sul fondo in un cenno di vita ripulsa.

Alda Merini

giovedì 3 settembre 2009

~ P. Neruda ~ dal libro "Parole di gioia"



 
..Devo tornare
da tanti luoghi futuri
per incontrarmi con me stesso (..)
e poi fischiare di gioia
 
calpestando pietre e zolle,
senz'altro compito che esistere..
 
 ~ P. Neruda ~
dal libro "Parole di gioia"
 

martedì 4 agosto 2009

Ode al giorno felice Pablo Neruda


Ode al giorno felice

Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.


Camminando,dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto,gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto,
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia,il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché si,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te,con la tua bocca,
essere felice.

Pablo Neruda

lunedì 27 luglio 2009

poesia di: Madre Teresa di Calcutta



Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`e` un`altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca cio` che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arruginisca il ferro che c`e` in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Pero` non trattenerti mai!

venerdì 24 aprile 2009

La tua religione


La tua religione non e` il vestito che indossi esteriormente, mal'abito di luce che tessi intorno al tuo cuore..

Yogananda

lunedì 30 marzo 2009

L’invito


L’invito


Oriah Mountain Dremer(un nativo Anziano uomo medicina Americano)


Non mi interessa sapere il tuo mestiere .
Voglio sapere per cosa si strugge il tuo cuore
e se hai l coraggio di sognare l’incontro con ciò che esso desidera.
Non mi interessa sapere quanti anni tu abbia.
Mi interessa se correrai il rischio di fare la figura del pazzo
per amore, per il tuo sogno, per l’avventura di essere vivo.
Non mi interessa sapere quali pianeti quadrano con la tua luna,
voglio sapere se hai toccato il centro del dolore,
se le difficoltà della tua vita ti hanno portato ad aprirti oppure……..
a chiuderti in te stesso nel timore di soffrire ancora !
Voglio sapere se sei capace di stare nel dolore, tuo o mio,
senza nulla fare per nasconderlo, o allontanarlo, o cristallizzarlo .
Voglio sapere se sei capace se sei capace di stare nella gioia, tua o mia ,
se puoi scatenarti nella danza e lasciare che l’estasi ti invada
fino alla punta delle dita dei piedi e delle mani, senza esortarci ad essere prudenti,
realisti o consapevoli dei limiti umani .
Non mi interessa sapere se la storia che mi racconti è vera .
Voglio sapere se sei capace di deludere un altro per restare fedele a te stesso ,
e di non tradire mai la tua anima, a costo di lasciare che gli altri ti chiamano traditore.
Voglio sapere se sei di parola e quindi degno di fiducia.
Voglio sapere se sei capace di trovare la bellezza anche nei giorni in cui il sole non splende
e se puoi trarre fonte per la tua vita della presenza Divina.
Voglio sapere se puoi vivere con il fallimento, il tuo e il mio,
e nonostante stare in piedi, sulle sponde di un lago , gridando "Si "
al bagliore d'argento della luna piena.
Non mi interessa sapere dove vivi, quanto denaro possiedi.
Voglio sapere se dopo una notte disperata di pianto, sei capace di alzarti,
così come sei, sfinito e con l'anima coperta di lividi, per metterti a fare
quello che c'è da fare per i bambini.
Non mi interessa sapere chi conosci, come mai ti trovi qui.
Voglio sapere se starai in piedi con me al centro del fuoco, senza tirarti in dietro.
Non mi i interessa sapere se hai studiato , con chi e neppure dove.
Voglio sapere ti sostiene da dentro quando tutto il resto ti viene a mancare .
Voglio sapere se puoi stare da solo con te stesso e se la tua stessa compagnia
ti piace veramente, nei momenti di vuoto.

MOUNTAIN DREAMER, INDIAN ELDER
SOGNATORE DELLE MONTAGNE,ANZIANO UOMO MEDICINA


lunedì 12 gennaio 2009

L’umiltà



L’umiltà

Nell’immaginario comune la persona umile essenzialmente schiva, forse un po’ timida e sicuramente riservata. Nella Medicina Tradizionale Cinese corrisponde alla tipologia Yin, la Chiesa Cattolica considera l’umiltà una virtù, gli induisti invece sintetizzano tale concetto nella frase : “non lavorare per i frutti del tuo lavoro”. Ed è proprio questa l’idea che vorrei comunicare : l’umiltà legata alla consapevolezza del proprio talento come dono che ci è stato dato non ha nostro esclusivo beneficio. Possiamo comportarci in modi diversi riguardo a ciò che riceviamo: possiamo apprezzarlo e utilizzarlo fino a pensare che è nostro diritto , oppure riporre il dono in un armadio e dimenticarcene.In tutti e due i casi sbagliamo, l’azione che dovremmo invece mettere in atto è l’apprezzamento e la consapevolezza che stiamo utilizzando qualcosa che non ci appartiene.
Osho affermava: “i pensieri non ti appartengono, non sono tuoi “; questa frase destabilizza profondamente la convinzione che ciò che pensiamo sia nostro e i nostri pensieri siano espressione di ciò che siamo. Allo stesso sostenere che “i nostri talenti non ci appartengono “ può creare confusione , se non totale rifiuto . Ma mettere in pratica la vera umiltà parte proprio da qui : le nostre capacita sono semi che ci sono stati affidati, abbiamo il dovere di usarle senza la convinzione di operare in prima persona sentendoci magari migliori degli altri. Credo sia nocivo l’atteggiamento di chi vive il proprio valore come una distinzione e lo sfrutta , cosi come il comportamento di chi ricco di capacità non le coltiva, non le accetta e non le condivide. I talenti non espressi si perdono, e quelli esercitati egoisticamente deludono, non ci fanno stare bene anzi a volte deprimono. Basta osservare gli artisti che spesso,all’apice della loro carriera, cadono in depressioni fortissime e perdono il piacere di continuare a fare ciò che li ha resi famosi perché si rendono conto che il loro obiettivo non è stato quello della condivisione, ma solo dello sfruttamento di un talento che ha portato vuoto e delusione. Uno dei compiti principale della nostra esistenza è mettere in luce i nostri talenti, farli crescere e usarli per noi e per gli altri . Se ciascuno lo facesse nel proprio microcosmo, ci sarebbero sempre più aree armoniche. Come un dono affidatoci da un caro amico, lo tratteremo con rispetto conservandolo con amore e pensando: “che fortuna averlo e poterlo esprimere!”. Formuliamo dentro di noi un ringraziamento all’universo che ci ha voluto elargire il talento e non sottraiamoci alle richieste che ci vengono da gli altri e che possono essere risolte solo da noi e dal nostro dono. L’umiltà è proprio questo: essere coscienti del proprio valore e nello stesso tempo consapevoli di non aver alcun merito personale se non la volontà di usarlo per il nostro e per il bene comune.

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